Danakil l’inferno che respira
Danakil, l’inferno che respira Viaggio nel luogo più estremo della Terra C’è un punto dell’Africa orientale in cui il pianeta sembra ancora in costruzione. La crosta si assottiglia, il magma affiora, il mare di un tempo è diventato una lastra di sale accecante e l’aria, per buona parte dell’anno, brucia come il respiro di una fornace. È la Depressione della Dancalia (o del Danakil), nella regione etiope dell’Afar, al confine con l’Eritrea: un catino sprofondato oltre cento metri sotto il livello del mare, dove le temperature medie annue sono tra le più alte mai registrate in un luogo abitato. National Geographic l’ha definita “il posto più crudele sulla faccia della Terra”. Per il viaggiatore estremo, è anche uno dei più straordinari. Non è una meta per tutti, e non pretende di esserlo. Non ci sono resort, non ci sono strade asfaltate fino in fondo, non c’è ombra. Ci sono vulcani, sorgenti acide, carovane di dromedari e un popolo, gli Afar, che in questo ambiente vive da secol...