BOHEMIAN GROVE: DOVE IL POTERE VA IN VACANZA


BOHEMIAN GROVE: DOVE IL POTERE VA IN VACANZA

Nel bosco californiano riservato al Bohemian Club, tra presidenti, industriali, spettacoli rituali e un segreto che ha alimentato più di un secolo di fantasie

Tra le sequoie della California settentrionale, vicino alla piccola località di Monte Rio, esiste un luogo che sembra costruito appositamente per alimentare una leggenda. È un'area privata di circa 2.500 acri, poco più di 10 chilometri quadrati, appartenente al Bohemian Club di San Francisco. Documenti giudiziari californiani descrivono il Grove come un'area destinata ai raduni del club, con concerti, rappresentazioni teatrali e musicali, conferenze e altre attività. (Justia Law)

Ma chiamarlo semplicemente campeggio sarebbe riduttivo.

Perché il Bohemian Grove è soprattutto un luogo nel quale, periodicamente, persone appartenenti ai vertici della società americana possono incontrarsi lontano dall'esposizione pubblica. Ed è precisamente questa combinazione — potere, isolamento e riservatezza — ad aver trasformato un raduno privato in uno dei luoghi più mitizzati degli Stati Uniti.

DALLE ARTI AL POTERE

Il Bohemian Club nacque a San Francisco nel XIX secolo nell'ambiente di giornalisti, scrittori, musicisti e artisti. Con il passare del tempo, tuttavia, alla componente culturale si affiancarono esponenti del mondo economico, istituzionale e politico.

Il Grove divenne il luogo estivo del club.

Un documento conservato dalla Ronald Reagan Presidential Library permette di osservare quanto fosse articolato il programma dell'accampamento del 1985: cerimonie, concerti sinfonici, spettacoli, conferenze e produzioni teatrali si susseguivano per settimane. Tra gli appuntamenti compare anche la celebre Cremation of Care. (Reagan Library)

Ed è qui che la storia comincia ad assumere un aspetto decisamente più insolito.

IL GRANDE GUFO NEL BOSCO

Una delle immagini più riconoscibili del Grove è un gigantesco gufo davanti al quale viene rappresentata la Cremation of Care.

La cerimonia è una rappresentazione allegorica: simbolicamente si mette da parte il peso delle preoccupazioni quotidiane prima dell'inizio delle attività del raduno. La sua esistenza non è una voce: il programma del Grove del 1985 conservato negli archivi presidenziali registra quella rappresentazione come la 106ª esecuzione consecutiva. (Reagan Library)

Vista fuori dal proprio contesto, la scena possiede inevitabilmente qualcosa di perturbante: un bosco di sequoie, la notte, uomini riuniti davanti a un enorme gufo e una rappresentazione chiamata letteralmente "cremazione delle preoccupazioni".

Era quasi inevitabile che nascessero interpretazioni esoteriche.

Ed è qui che occorre separare i fatti dalle leggende.

IL DIAVOLO NON È UNA NOTIZIA

Nel corso degli anni al Grove sono state attribuite pratiche sataniche, culti occulti e rituali dedicati a divinità antiche.

Non esistono però prove affidabili che consentano di trasformare queste interpretazioni in fatti.

Esiste invece una cerimonia teatrale realmente documentata. Esiste un'enorme effigie di gufo. Esiste una tradizione deliberatamente scenografica e simbolica. Ed esiste soprattutto una cultura della riservatezza che rende estremamente fertile qualsiasi interpretazione.

Il passaggio da rituale simbolico a rito satanico non è quindi una scoperta documentale: è un'interpretazione.

E proprio questa distinzione rende il caso Bohemian Grove ancora più interessante.

CHE COSA ACCADE DAVVERO NEL BOSCO?

Non soltanto feste.

I documenti disponibili mostrano conferenze, incontri, spettacoli, musica e conversazioni. La struttura stessa del raduno favorisce inevitabilmente relazioni informali tra persone che, fuori dal Grove, occupano posizioni importanti.

Da questo fatto nasce la domanda che accompagna il luogo da decenni:

si prendono decisioni politiche dentro il Bohemian Grove?

La risposta documentabile è meno spettacolare di quella proposta dalle teorie del complotto.

Persone influenti si incontrano certamente. Parlano certamente tra loro. Ma dimostrare che determinate decisioni di governo o economiche siano state formalmente prese all'interno del Grove richiede prove specifiche.

Uno degli episodi più frequentemente associati al luogo riguarda il programma atomico americano del 1942. Qui bisogna essere particolarmente prudenti: le fonti ufficiali sulla nascita del Manhattan Project documentano una sequenza di decisioni istituzionali che coinvolsero Vannevar Bush, James Conant, l'OSRD, l'esercito e successivamente il generale Leslie Groves. Il Manhattan Engineer District fu istituito nell'agosto 1942. (National Archives)

Attribuire semplicemente "la nascita della bomba atomica" a una conversazione avvenuta al Bohemian Grove sarebbe quindi una semplificazione che le fonti ufficiali consultate non consentono di sostenere.

IL VERO PRIVILEGIO È POTER PARLARE SENZA ESSERE ASCOLTATI

Forse è proprio questo il punto più interessante.

Non occorre immaginare una stanza nella quale dieci uomini decidano il destino del pianeta.

Il potere informale funziona in maniera molto più sottile.

Una conversazione durante una passeggiata, una conferenza seguita da una cena, una conoscenza personale tra un dirigente industriale e un responsabile politico possono non produrre alcuna "decisione segreta". Possono però costruire relazioni, fiducia e reti.

Ed è questo che rende sociologicamente interessante un luogo come il Grove.

Non necessariamente ciò che viene deciso. Ma chi può incontrare chi.

UN MONDO A PARTE

Anche la questione dell'esclusione femminile ha avuto conseguenze concrete e documentate.

Negli anni Ottanta la politica occupazionale del club finì davanti alle autorità e ai tribunali della California. Gli atti giudiziari descrivono esplicitamente una politica che aveva escluso le donne da numerosi impieghi al Grove e nella sede di San Francisco. La controversia portò la Fair Employment and Housing Commission a ordinare cambiamenti nelle pratiche occupazionali del club. (placer.courts.ca.gov)

È un episodio importante perché porta il Grove fuori dalla mitologia.

Dietro il mistero esiste una struttura sociale reale, con regole di appartenenza, privilegi, dipendenti e rapporti con la legislazione ordinaria.

PERCHÉ TANTA SEGRETEZZA?

Naturalmente un'associazione privata può rivendicare il diritto alla riservatezza.

Ma quando alla riservatezza si associa la presenza di persone molto influenti, la curiosità pubblica diventa inevitabile.

È quasi un'equazione:

potere + esclusività + rituale + segretezza = leggenda.

Il Bohemian Grove possiede tutti e quattro gli elementi.

E più un'istituzione protegge la propria privacy, più ciò che non è possibile osservare viene riempito dall'immaginazione collettiva.

IL PARADOSSO DEL BOHEMIAN GROVE

Forse il Grove continua ad affascinare proprio perché rappresenta qualcosa di più generale.

Viviamo in società nelle quali quasi tutto è registrato, fotografato, trasmesso e commentato. Riunioni politiche, dichiarazioni aziendali e vite private si svolgono davanti a milioni di spettatori.

Eppure una parte delle relazioni che contano continua inevitabilmente a svilupparsi lontano dai riflettori.

Il Bohemian Grove rende questa contraddizione visibile attraverso un'immagine quasi perfetta: un bosco chiuso nel quale entrano persone che, fuori da quel bosco, esercitano influenza sulla società aperta.

Non sappiamo tutto ciò che si dicono.

Questo non dimostra che governino segretamente il mondo.

Dimostra qualcosa di più semplice e forse più interessante: anche nelle società della massima visibilità, il potere conserva luoghi nei quali preferisce non essere osservato.

Ed è probabilmente questo, più del gufo, delle cerimonie e delle leggende sul diavolo, ciò che continua a rendere inquietante il Bohemian Grove.

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